Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello

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Il Parco si estende in un’area di quasi 5.000 ettari nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino e in parte minore nella provincia di Rimini, in Romagna, ricalcando l’antico territorio del Montefeltro.
Prende il suo nome da due dei rilievi presenti in esso, i due “sassi” Simone e Simoncello: secondo la leggenda popolare il Sasso Simone il più imponente e maestoso, venne creato da Dio, mentre il Simoncello, un rilievo più modesto, fu il maldestro tentativo di imitazione del diavolo.
Al di là delle leggende, in più riprese il Sasso Simone fu luogo di insediamenti umani: per la sua posizione isolata venne scelto in un primo tempo per costruire un eremo benedettino, all’inizio del XII secolo. La presenza di monaci attirò col tempo numerose famiglie che si stabilirono sul Sasso, finché, dopo una serie di inverni troppo rigidi e di raccolti improduttivi, gli eremiti e la popolazione decisero di abbandonare la zona e rifugiarsi a valle.
In seguito il Sasso Simone venne scelto da Cosimo de Medici per costruire una fortezza: dalla sua posizione si dominavano le valli circostanti ed era impossibile non accorgersi di un attacco da parte dei nemici. Verso la metà del Cinquecento iniziarono i lavori per la costruzione di una roccaforte ideale, che doveva avere in pianta la forma del sole, uno dei simboli di Cosimo. Il territorio circostante, molto impervio e scarso di materie prime adatte per la costruzione, rendevano troppo difficili i rifornimenti, così dopo poco il progetto venne abbandonato.
I resti delle mura e una grande cisterna per l’approvvigionamento idrico, oltre alla porta d’accesso alla fortezza e strade selciate, sono ancora visibili per i visitatori
Nel Parco si trovano le specie arboree spontanee (roverella, cerro, faggio, frassino e salice bianco) oltre alle colture agricole tradizionali (aceri campestri, olmi, salici, pioppi) e alberi fruttiferi come peri, ciliegi, sorbi.
Il Parco è anche parco faunistico, grazie alla presenza degli animali domestici tradizionali, da cui dipendeva la vita delle famiglie contadine, come muli, capre e pecore, oltre agli animali selvatici presenti in libertà: caprioli e cinghiali nel sottobosco, rane rospi e tritoni che popolano gli stagni.
Sul territorio del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello sono presenti anche due sentieri del CAI per gli amanti del trekking, sfruttabili anche come ippovie per una passeggiata a cavallo nel cuore della natura.

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